La contrada del Monte di Pietà

La zona compresa tra la Guilla e la vecchia Conceria (attuale Via Venezia), era percorsa dal fiume Papireto, le cui acque azionavano le ruote dei mulini presenti nella zona (il vicolo della Ruota prende il nome proprio da un mulino).  
Fino al 1597 il suo nome era AyniRumi dalla sorgente Ayn Rum (fonte dei cristiani) che vi sgorgava copiosa.  
Nel 1591, il palazzo costruito nel 1550 come palazzo della zecca e subito utilizzato per ospitare una fabbrica di panni, fù trasformato in Monte dei Pegni. Da allora il vecchio nome arabo cominciò a cedere il posto quello nuovo di “chianu o Munti”. Il mandamento che comprende tutto il Capo oggi si chiama “Monte di pietà”.

Alla Contrada si arriva percorrendo la Via Iudica, che insite sul percorso del fiume Papireto, che scorre canalizzato a 8 metri sotto il livello stradale. 
La via continua con il toponimo di Panneria, dal nome della vecchia fabbrica e dai tanti pannieri che abitavano nella zona.

 

La via Panneria ha legato il suo nome a S. Rosalia, perché il cacciatore V. Bonelli, cui apparve la nostra Santuzza per confermare la autenticità delle ossa ritrovate, abitava al n.12 della Via. La contrada celebra, qui, nel mese di luglio un festino nel festino di cui parliamo nelle pagine dedicate alla "devozione religiosa".
La strada si conclude nel vasto piano di S. Onofrio, che prende il nome dall'oratorio di S. Onofrio qui costruito nel 1568.  

Nel territorio confinante con la Via Maqueda fino al 1837 era installato il macello della città detto Bocceria nuova per distinguerlo da quella vecchia della Guilla.  
Dalla Via dei Giovenchi e da quella delle Capre venivano condotti gli animali al "Macello" e nelle Vie dei Caldomai, dei Sanguinazzai e dei Pieduzzi si lavoravano le interiora (a quarumi), il sangue (sanguinaccio) ed i  piedi  degli animali. 
Nella vicina via delle Chianche si vendeva la carne.Vicino al "Macello", nel 1589 i macellai costruirono la Chiesa della loro confraternita, intitolandola alla Madonna della Grazia, trasferendovi le immagini da loro venerate dipinte sui muri sia della nuova che della vecchia Bocceria. Tutta la economia della contrada si reggeva sul pubblico macello.
La contrada, modificata nel suo tessuto e nella sua economia dalla apertura della Via Maqueda e dal trasferimento del pubblico macello, fu danneggiata dalla grande alluvione del 1931, che fu causa di gran numero di morti, e, infine, distrutta dalle bombe nell’ultima guerra, è stata abbandonata dai suoi abitanti, molti dei quali vi hanno mantenuto bottega.


Curiosità


Nel 1354 i Benedettini di S. Martino delle Scale stabilirono nella contrada la loro residenza cittadina detta Grancia dello Spirito Santo dalla cappella a Lui dedicata. Sotto le finestre dei dormitoi, in una vanella vicina alla sorgente Ayn Rum, le donne andavano a lavare i panni, stuzzicando i monaci con atteggiamento poco castigato e linguaggio irripetibile. L’Abate Bernardo nel 1429 chiese ed ottenne dalla Università (amministrazione cittadina) la chiusura della vanella. Le donne si cercarono un’altra fonte. 
Il convento dal 1866 fu prima caserma dei “pompieri“, poi della Polizia quindi locali per magazzini.




 

Le altre contrade: La Guilla  - Papireto - Noviziato

 

1938 Palazzo di Giustizia. (30).